Invitalia Smart e Start: tutte le agevolazioni per start-up innovative

Invitalia Smart e Start: tutte le agevolazioni per start-up innovative
Finanziamenti

Invitalia Smart e Start: tutte le agevolazioni per start-up innovative

Condividi con:

Sono moltissime le iniziative promosse da Invitalia (Agenzia Nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa) rivolte alle start-up innovative italiane che vogliono investire in ricerca e sviluppo digitale

In particolare, è ancora aperto Smart e Start Italia, uno dei bandi per i contributi agevolati o a fondo perduto di Invitalia e rientra tra le agevolazioni previste per le PMI italiane dal Ministero dello Sviluppo Economico (MISE).

Grazie ai finanziamenti a tasso agevolato messi a disposizione da Invitalia sono state finanziate già 793 startup innovative e sono stati attivati 518 mln di investimenti.

Nell’attuale contesto pandemico, Smart e Start di Invitalia rappresenta un’ottima opportunità per chi vuole realizzare una start-up innovativa. 

È un trampolino di lancio importante per quelle già avviate come la start-up bolognese Cubitt (vedi paragrafo successivo). 

Quali finanziamenti copre il bando, chi può partecipare, come si può fare domanda o quando scade il bando, sono tutte domande alle quali risponderemo dettagliatamente  nel corso di questo approfondimento.

Indice 

  1. Smart e Start Invitalia: in cosa consiste l’iniziativa
  2. Chi può accedere al bando Smart e Start Invitalia?
  3. Tutti i finanziamenti previsti da Smart e Start Invitalia
  4. Come fare domanda per accedere ai finanziamenti Smart e Start Invitalia

1. Smart e Start Invitalia: in cosa consiste l’iniziativa 

Smart e Start Italia porta alla nascita le start-up innovative italiane e contribuisce al loro sviluppo, finanziando progetti compresi tra 100mila e un milione e mezzo di euro. 

Il bando di Invitalia, è stato avviato nel 2013 dal Ministero dello Sviluppo Economico per le start-up innovative: 

  • in fase di avviamento o da poco avviate;
  • la cui attività principale è fare ricerca e sviluppo tecnologico

Il governo Conte, con il decreto Rilancio del 19 marzo 2020, ha destinato uno stanziamento extra di 100 mln di euro per supportare le start-up nascenti in un contesto di crisi economica pandemica come quello che l’Italia sta ancora vivendo.

Smart e Start Invitalia è ancora accessibile per tutte le start-up in fase di avviamento o già avviate, in ogni zona d’Italia grazie a:

  • un incremento dell’iniziale dotazione finanziaria;
  • l’estensione del fondo perduto al 30% del mutuo per le imprese del Sud Italia.

L’iniziativa resterà valida per tutto il 2021 ed il 2022 fino a quando i fondi a disposizione del plafond  saranno esauriti.

Le start-up già finanziate da Invitalia

Molti giovani imprenditori italiani sognano di realizzare delle idee innovative d’impresa, nonostante dispongano di poche risorse economiche.

Anche se il mercato italiano non può essere paragonato a quello americano, in quanto opportunità di crescita e volume d’affari, molti giovani sono riusciti ad avviare le loro start-up grazie a Smart e Start come quattro studenti universitari bolognesi fondatori di Cubitt.

Marco Moschettini, Stefano Onofri, Alessandro Cillario e Lorenzo Posani nel 2016 hanno ideato la start-up Cubitt (https://www.cubbit.io/it/) nell’ambiente stimolante del Collegio Superiore dell’Università di Bologna, un campus simile ai college americani dove studenti di varie facoltà si scambiano idee, opinioni e saperi.  

Da un appartamento sfitto, costituito da sole tre stanze, in centro a Bologna, Cubbit è cresciuta fino a toccare i vertici mondiali delle soluzioni Cloud più innovative. 

Smart e Start è stata la svolta che ha permesso ai quattro fondatori di Cubbit di avviare la loro impresa finanziando il loro progetto per un milione di euro. 

A luglio 2021, la start-up ha concluso una raccolta di capitali di 7 milioni di euro (incluso l’incentivo del bando come specifica Invitalia, qui) attirando i più grandi investitori del panorama italiano.

Come loro, molte altre start-up potranno richiedere i fondi a tasso agevolato previsti per il 2021/2022.

Le novità del bando Invitalia 2021-2022

Una delle novità più rilevanti rispetto agli anni precedenti, introdotte dal Dl Rilancio, riguarda  le società costituite da non più di 60 mesi: anche queste start-up potranno accedere ai finanziamenti a tasso zero per le loro imprese innovative. 

Anche in merito all’agevolazione, ci sono delle novità, in particolare riguardo a:

  • incremento del finanziamento agevolato a tasso zero fino al 90%;
  • aumento del fondo perduto fino al 30% per le imprese del Sud;
  • possibilità di rateizzazione del finanziamento fino a 10 anni;
  • opportunità di inserire nuove voci di spesa riguardo a operazioni di marketing;
  • ottenere un punteggio più alto in fase di accertamento della domanda nel caso in cui la start-up collabora con un hub di ricerca o un incubatore (in questo caso, si può accedere più facilmente al finanziamento agevolato) oppure disponga di un rating di legalità

Nel caso di accordi di collaborazione o contratti di servizio con gli organismi di Ricerca, incubatori o acceleratori di impresa non certificati dal MISE, occorre fornire un profilo dettagliato dell’istituto privato prescelto al momento dell’invio della domanda per l’agevolazione (vedi commi 5/7 dell’articolo 25 del Decreto-legge n. 179/2012).

A partire dal 2020, sono premiate con un punteggio più elevato anche le start-up con sede al Nord Italia che realizzano piani di impresa al Sud. 

2. Chi può accedere al bando Smart e Start Invitalia? 

Per partecipare al bando Invitalia non ci sono particolari requisiti riguardo ad età, sesso o residenza dei soci. 

Smart e Start si rivolge alle start-up innovative costituite da non più di 60 mesi. Il bando Invitalia è accessibile anche a team di persone fisiche:

  • (i futuri soci e manager) che vogliono fondare una start-up innovativa in Italia ;
  • o start-up già formate, residenti all’estero che vogliono fare impresa in Italia riguardo al digitale;
  • cittadini stranieri in possesso del lasciapassare, “start-up Visa”,  un visto di ingresso per gli imprenditori innovativi che vogliono realizzare il loro business in Italia. 

Chi è ammesso a Smart e Start?

Per accedere a Smart e Start di Invitalia è requisito fondamentale essere una start-up innovativa.

Non è necessario costituire la società prima di presentare la domanda di agevolazione che può essere posticipata, senza alcun problema, dopo l’esito della valutazione. 

Inoltre, anche le imprese straniere sono ammesse al bando, purché, come precisa Invitalia, si impegnino a istituire almeno una sede sul territorio italiano

Ma cosa si intende per start-up innovative?

Per start-up innovativa s’intende:

  • una società di capitali costituita da non più di 5 anni
  • non quotata in Borsa
  • avente almeno una sede in Italia;
  • il cui scopo principale non è generare utili ma fare ricerca, in particolare, in ambito tecnologico/digitale;
  • che genera prodotti, servizi o soluzioni nel campo dell’economia digitale (l’intelligenza artificiale; blockchain; l’internet of things,  digitalizzazione delle imprese pubbliche e private).

Dopo 5 anni, la start-up può diventare una PMI innovativa. Altri requisiti richiesti, sono specificati sul sito del MiSE (leggi qui).

Chi è escluso da Smart e Start

Sono escluse dall’agevolazione le imprese operanti nel settore:

  • della produzione primaria dei prodotti agricoli;
  • carbonifero (per scoraggiare il mantenimento attivo di miniere di carbone non competitive).

3. Tutti i finanziamenti previsti da Smart e Start Invitalia

L’iniziativa Invitalia fornisce molte agevolazioni variabili in base all’età e al sesso dei soci fondatori della start-up che incidono sulla percentuale di finanziamento elargita

Infatti, il finanziamento agevolato del bando varia tra l’80 e il 90%, in base alla presenza di componenti di sesso femminile, di giovani under 36 o di ricercatori universitari accreditati all’interno della start-up.

Inoltre, le imprese con sede legale al Sud Italia possono richiedere un finanziamento a fondo perduto. 

Oltre ai finanziamenti a tasso zero, possono essere richiesti servizi di tutoraggio tecnico gestionale, solitamente molto costosi. 

Finanziamenti a tasso zero tra 80% e 90% dell’investimento

Tra i finanziamenti a tasso zero, l’importo del finanziamento agevolato è pari all’80% delle spese ammissibili, ammortizzabili in 10 anni. 

Si tratta sicuramente di un’agevolazione conveniente per una impresa giovane o una start-up da poco avviata. Ricordiamo, infatti, che un finanziamento a tasso zero è un mutuo, spalmato in un arco temporale stabilito, che si può richiedere senza garanzie né anticipo. 

Finanziamento agevolato 2021

Il bando Smart e Start, grazie ad una delle novità introdotte dal Dl Rilancio è ancora più conveniente per le imprese che vorranno accedere al bando nei prossimi anni.

Infatti, a partire dal 2020, la percentuale del finanziamento a tasso zero elargita è aumentata al 90% delle spese ammissibili nel caso in cui la start-up è:

  • costituita da giovani under 36 e/o da donne;
  • formata da almeno un esperto, in possesso di titolo di dottore di ricerca o un titolo di studio accademico equivalente, da non più di sei anni, impegnato stabilmente in attività di ricerca o didattica da almeno tre anni anche all’estero;
  • entrambe le opzioni precedenti.

Fondo perduto al 30% per le start-up del Sud

Grazie al bando Smart e Start è possibile ottenere un finanziamento agevolato a fondo perduto che deve essere restituito al 70% del finanziamento agevolato concesso calcolato sulle spese complessive. 

Tuttavia, questo tipo di incentivo è valido solo per le start-up innovative localizzate nelle regioni del Mezzogiorno.

Tutoraggio tecnico per le neo start-up

Esiste, inoltre, un tipo di contributo specifico per le sole start-up innovative costituite da non più di 12 mesi. 

La possibilità di richiedere servizi di tutoraggio tecnico-gestionale dal valore di:

  • 15.000 euro per le start-up localizzate nelle regioni del Mezzogiorno;
  • 7.500 euro per le start-up localizzate nel resto d’Italia.

Voci di spesa ammesse

Altre novità importanti, per il 2021, riguardano le principali voci di spesa, conseguenti all’apertura o alla gestione della start-up. 

Le spese ammesse si dividono in due macro categorie:

  • investimenti;
  • costi di gestione.

Spese per gli investimenti

Le spese per gli impianti possono riguardare:

  • macchinari e attrezzature tecnologiche;
  • componenti hardware;
  • gestione software, brevetti;
  • licenze, know-how, consulenze specialistiche e tecnologiche;
  • marketing e web marketing (per un massimo del 20% e solo dal 2020 in poi).

Costi di gestione

I costi di gestione ammortizzabili riguardano, invece, le spese per:

  • il personale dipendente e per i collaboratori; 
  • le licenze e per i diritti per titoli di proprietà industriale;
  • i servizi di accelerazione;
  • canoni di leasing;
  • gli interessi su finanziamenti esterni;
  • d’affitto;
  • l’acquisto di materie prime.

I piani d’impresa devono sempre prevedere spese ammissibili, né più né meno comprese tra 100mila e 1, 5 mln di euro. 

4. Come fare domanda per accedere ai finanziamenti Smart e Start Invitalia

Se si rispettano tutti i requisiti spiegati, le domande per accedere agli incentivi Smart e Start possono essere inviate esclusivamente online attraverso la piattaforma web di Invitalia, ente gestore degli stanziamenti di denaro, a partire dal 20 gennaio 2020, fino a esaurimento dei fondi come stabilito dal MISE.  

Le domande per ottenere le agevolazioni previste da Smart e Start Italia possono essere inviate fino all’esaurimento dei fondi a disposizione del plafond. 

Chi può presentare domanda

La domanda deve essere presentata dal rappresentante legale della società mentre per le società non costituite la domanda deve essere presentata da uno dei soci della società (che rappresenta la persona fisica referente del progetto). 

Al termine dell’invio telematico, la richiesta sarà valutata tramite vari step ed un colloquio finale con gli esperti Invitalia, fase che si conclude solitamente entro due mesi dall’invio della domanda. 

In caso di valutazione positiva, la start-up o il team di persone che intendono fondarne una, riceveranno una comunicazione tramite posta elettronica certificata. 

Come inoltrare la domanda

Il momento della compilazione della domanda è determinante per il buon esito e l’approvazione della stessa.  

Le domande devono essere compilate seguendo diversi passaggi che possono rivelarsi molto complessi. 

Gli step da seguire per l’inoltro della richiesta sono:

  1. avere o procurarsi una carta d’identità digitale SPID;
  2. accedere alla piattaforma apposita sul sito di Invitalia;
  3. compilare online la domanda (Altre modalità di inoltro non saranno prese in considerazione); 
  4. caricare il business plan;
  5. inserire gli allegati necessari alla definizione del progetto della start-up; 
  6. concludere la procedura con firma digitale per firmare digitalmente la domanda di agevolazione ed il piano d’impresa è (firma digitale di formato p7m);
  7. disporre di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) per il completamento della procedura e per la comunicazione con Invitalia. 

Capita spesso che, in sede di verifica dei requisiti necessari, l’ente erogatore annulli o blocchi le richieste presentate perché le imprese non hanno seguito correttamente uno o più passaggi dell’iter necessario per ottenere i finanziamenti agevolati. 

A questo proposito secondo l’indagine de “IlPost” (link), un report emanato della Corte dei Conti europea, ha evidenziato come l’Italia eroghi alle aziende solo il 38% dei contributi emanati dall’UE, penultima solo prima della Croazia (entrata nell’unione solamente otto anni fa). 

Le imprese molto spesso non riescono ad accedere ai contributi perché non conoscono a fondo le agevolazioni disponibili; questo capita quando l’imprenditore non riesce a trovare uno studio professionale specializzato in finanza agevolata. 

Inoltre, le imprese non riescono a presentare le domande nel modo corretto perché: 

  • delegano spesso la pratica al commercialista, un consulente che non ha competenze specifiche in questo ambito;
  • presentano da sole la domanda, non consapevoli dei tecnicismi che costituiscono le dinamiche di queste procedure;
  • non sanno come rendicontare il contributo o lo fanno in modo poco approfondito, passaggio che può penalizzare o ritardare la pratica stessa.

Tutto questo può portare ad un rifiuto da parte di Invitalia della domanda inviata oppure un ritardo, dopo che si è già sostenuto l’investimento.  

Queste problematiche ostacolano molti imprenditori nell’accedere ad enormi opportunità come quelle fornite dai contributi a tasso agevolato messi a disposizione dal bando Smart e Start di Invitalia.

È, dunque, fondamentale avere un equipe di consulenti preparati specializzati nella finanza agevolata, che possano dedicare alle imprese il tempo necessario, guidandole in tutto il percorso per ottenere le agevolazioni disponibili per il loro caso specifico, dalla presentazione della domanda all’erogazione finale dei fondi.

Tanti imprenditori si rivolgono a CorporateCredit per accedere alle agevolazioni disponibili e più adeguate alle proprie esigenze.

CorporateCredit, è un’azienda composta da un team di professionisti del settore finanza agevolata che opera quotidianamente al fianco degli imprenditori italiani.

Grazie alla competenza, allo studio tecnico di ogni bando, CorporateCredit è in grado di offrire alle PMI italiane il giusto supporto di cui ha bisogno per accedere alle agevolazioni.

Se vuoi accedere all’agevolazione allora chiedi subito una prima consulenza gratuita e non vincolante.

Altri Articoli