Il PNRR in sintesi: cos’è e cosa prevede per le aziende

Il PNRR in sintesi: cos'è e cosa prevede per le aziende
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Il PNRR in sintesi: cos’è e cosa prevede per le aziende

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Nell’ultimo anno si è molto sentito parlare di PNRR, con due R… Anche se, a mio parere, ne sarebbe bastata una. Ironia a parte, tutti sappiamo in generale di cosa si tratta, tuttavia, per capire cosa prevede il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per le aziende e che tipo di supporto può fornire in concreto, dobbiamo scendere più nel dettaglio.
In questo approfondimento vedremo insieme cos’è il PNRR e quali sono le opportunità che offre alle aziende, per favorire e supportare i loro investimenti, la loro ripresa e la loro conseguente crescita economica. Vuoi entrare nel dettagli del PNRR e scoprire insieme a me quali possibilità offre a imprese come la tua? Allora, continua a leggere l’articolo.

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PNRR: significato

Il PNRR è il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: si tratta di un piano redatto dal nostro Governo, che indica come l’Italia intenda sfruttare i fondi europei del Next Generation EU. Fondi che l’Unione Europea ha stanziato per il rilancio dell’economia dell’Eurozona nella ripresa post-Covid.
Non è una novità, infatti, che le aziende italiane, così come quelle europee, siano state messe a dura prova dalla pandemia e anche nell’immediato post-pandemia.
Seguendo le linee guide fornite dalla Commissione Europea, il PNRR indica come verranno distribuiti alle aziende i fondi europei.

PNRR: approvato il 13 luglio 2021

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è stato redatto dal Governo italiano, ma ha dovuto subire un processo di valutazione e approvazione da parte della Commissione Europea. Ill documento +è stato definitivamente approvato il 13 luglio 2021 e l’importo totale è di circa 222 miliardi di euro. Questi fondi provengono da 2 strumenti principali: il Piano nazionale per gli investimenti complementari e il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza, uno strumento di tipo comunitario che durerà fino al 2026.

Gli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Il PNRR ha come obiettivo quello di supportare la ripresa economica delle imprese in Italia; individua però anche delle missioni specifiche. In questo modo si indirizzano gli investimenti delle imprese in alcune direzioni particolari, per andare incontro allo sviluppo economico, oltre che ad alcuni standard di digitalizzazione e sostenibilità stabiliti a livello europeo.

Le 6 missioni del PNRR: 235,22 miliardi di Euro da gestire

Come dicevo, si parla di “missioni” e il Piano ne ha identificate 6 da portare a termine entro 5 anni. Con queste 6 missioni, che ora ti racconterò più nello specifico, il PNRR mette in atto investimenti e riforme per un totale di 191,5 miliardi di euro erogati dal fondo Next Generation EU. A questi si aggiungono 13 miliardi di cui l’Italia beneficia dal React-Eu e 30,62 miliardi stanziati dal Governo, per un totale di 235,22 miliardi di risorse che l’Italia dovrà gestire.

Ma facciamo una “zommata” su queste missioni strategiche.

Missione 1: Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo

La missione relativa alla transizione digitale prevede uno stanziamento di circa 40 miliardi di euro. Gli obiettivi principali all’interno di questa missione sono:

  • la digitalizzazione delle PA;
  • diffondere le connessioni a banda ultralarga;
  • promuovere la digitalizzazione nel settore privato;
  • potenziare le tecnologie satellitari;
  • rilanciare la cultura e il turismo.

Missione 2: La rivoluzione verde e la transizione ecologica

La transizione ecologica è un altro obiettivo fondamentale del PNRR. I fondi stanziati per questa missione, circa 50 miliardi, sono quindi destinati a:

  • promozione delle fonti rinnovabili;
  • mobilità elettrica e green economy;
  • interventi di efficientamento energetico
  • investimento in ricerca e sviluppo nel campo dell’idrogeno verde;
  • adozione dei modelli basati sull’economia circolare.

Missione 3: Infrastrutture per una mobilità sostenibile

Il supporto complessivo dedicato alla realizzazione di nuove infrastrutture per la mobilità sostenibile ammonta a 25 miliardi. Gli obiettivi interni sono:

  • la modernizzazione e lo sviluppo delle ferrovie regionali;
  • potenziamento dell’alta velocità
  • rendere i porti più sostenibili
  • monitoraggio dinamico delle infrastrutture di viabilità.

Missione 4: Istruzione e ricerca

Lo scopo principale della missione numero 4 è quello di modernizzare, potenziare e aumentare l’accessibilità nei confronti della formazione. Un ulteriore obiettivo è stato identificato con la ricerca in ambito tecnologico e scientifico.

Missione 5: inclusione e coesione

Lo sviluppo sostenibile richiede una particolare attenzione allo stato sociale in modo da garantire massima inclusione e coesione all’interno della società. Si perseguono, quindi, obiettivi quali:

  • occupazione dei lavoratori;
  • investimenti specifici in zone economiche speciali
  • imprenditoria femminile
  • sostegni pubblici a sostegno delle persone fragili
  • interventi di rigenerazione urbana per le periferie

Missione 6: Salute

Dopo l’esperienza della pandemia, quello della salute non poteva essere un ambito trascurato dal PNRR. Gli interventi più importanti in questo ambito mirano a migliorare la prevenzione territoriale, assicurare equità a cure e trattamenti, digitalizzare il sistema sanitario e modernizzare i servizi del Sistema Sanitario Nazionale (SNN).

PNRR: quali sono i progetti per le aziende

Arrivato a questo punto, ti starai chiedendo: ma questo sostegno economico, come si traduce in favore delle aziende? Come possono le imprese accedere a questi fondi stanziati per loro?
Il PNRR, individua delle agevolazioni a cui le imprese possono accedere partecipando ai relativi bandi. È quindi prioritario, per le aziende, essere a conoscenza di quali sono i bandi e gli strumenti finanziari a loro disposizione.

E, se stessimo giocando a carte, bisognerebbe ammettere che il PNRR è sceso in campo con una mano niente male per le aziende. Infatti, il Piano prevede incentivi molto interessanti, che sono:

  • Transizione 4.0
  • Turismo 4.0
  • Rivoluzione verde e Transizione Tecnologica
  • Startup e Venture Capital
  • Fondo Impresa Donna

Transizione 4.0

Il piano transizione 4.0 è sicuramente quello più importante tra quelli messi in campo dal PNRR. Si articola in 3 agevolazioni fondamentali, tutte nella forma di credito d’imposta. Troviamo il credito d’imposta per:

  1. beni strumentali
  2. ricerca e sviluppo, innovazione e design;
  3. formazione 4.0

Tutte le aziende con sede in Italia hanno diritto a queste agevolazioni che, come tutti i crediti d’imposta, sono erogate in compensazione ovvero in dichiarazione dei redditi. Ma quali investimenti agevolano?

  • Con il credito d’imposta beni strumentali viene agevolato l’acquisto di beni strumentali materiali e immateriali nuovi e che siano funzionali alle attività aziendali.
  • Il credito d’imposta ricerca e sviluppo, innovazione e design agevola gli investimenti per la ricerca, oltre che i progetti di ideazione in campo moda e design.
  • Passando invece al credito d’imposta formazione 4.0, puoi approfondire tutto con il video qui sotto. In breve? Permette alle imprese di abbattere i costi per la formazione del personale sulle tematiche digitali.

Investimenti ad alto contenuto tecnologico

Una misura complementare a quelle previste dal Piano Transizione 4.0, è quella definita dalla linea di intervento Investimenti ad alto contenuto tecnologico. Con questa agevolazione vengono erogati contributi pari al 40% delle spese ammissibili. Le spese ammissibili, specificate nell’allegato A del testo di riferimento (Legge n.232 del 2016), sono quelle realizzate per l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature per produzione di avanguardia tecnologica.

Investimenti in politiche industriali di filiera e internazionalizzazione

Per quanto riguarda gli investimenti in politiche industriali di filiera e internazionalizzazione ci sono 3 tipi di interventi:

  1. Sostegno all’internazionalizzazione delle PMI italiane che lavorano all’estero. Si erogano quindi contributi e prestiti agevolati a imprese italiane attive sui mercati esteri;
  2. Sostegno alle filiere produttive: un aiuto finanziario alle imprese erogato tramite contributi a fondo perduto e prestiti agevolati.
  3. Per salvaguardare il made in Italy, è anche prevista la riforma del sistema della proprietà industriale: una strategia pluriennale per sviluppare il valore dell’innovazione.

Investimenti per strategia digitale e piattaforme per il patrimonio culture

In questo ambito sono stati previsti due tipi di incentivo:

  1. Incentivi per la digitalizzazione dei musei, biblioteche, archivi e luoghi di cultura.
  2. Sostegno economico a imprese culturali e start up innovative per la creazione di nuovi contenuti culturali e lo sviluppo di servizi digitali ad alto valore aggiunto.

Turismo 4.0

Con il piano Turismo 4.0 si intende fornire sostegno economico per il miglioramento delle strutture turistico-ricettive e i servizi turistici, promuovendo un’offerta basata su sostenibilità ambientale, innovazione e digitalizzazione dei servizi.
Gli interventi messi in atto in questo ambito sono i seguenti:

  • Un credito d’imposta a favore delle strutture ricettive. Si agevolano investimenti finalizzati ad accrescere la qualità dell’ospitalità turistica del Paese, attraverso riqualificazione e aumento degli standard qualitativi, interventi diretti alla sostenibilità ambientale, miglioramento delle strutture ricettive italiane.
  • Potenziamento del Fondo nazionale per il turismo, che è dedicato alla riqualificazione di immobili ad alto potenziale turistico e alberghi iconici. Il fine è quello di valorizzare l’identità dell’ospitalità italiana e favorire così l’ingresso di nuovi capitali da parte di investitori privati.
  • La creazione di una Sezione Speciale Turismo all’interno del Fondo Centrale di Garanzia con l’obiettivo di facilitare l’accesso al credito di giovani che intendono avviare la propria attività, ma anche imprenditori che gestiscono un’impresa esistente.
  • Potenziamento del fondo BEI per il turismo sostenibile.
  • La partecipazione del Ministero del Turismo al capitale del Fondo Nazionale del Turismo, per creare un fondo atto ad acquistare, rinnovare e riqualificare le strutture alberghiere italiane.

Oltre agli incentivi e ai fondi dedicati, il sostegno economico nell’ambito del turismo viene fornito anche attraverso riforme normative. Tra queste la proposta più importante è quella che mira a realizzare l’Ordinamento delle professioni delle guide turistiche, in modo da regolamentare i principi della professione e i livelli di prestazione a livello nazionale. Una volta istituito l’ordinamento, sarà più facile organizzare interventi di formazione e aggiornamento in modo da alzare continuamente il livello di qualità del servizio offerto.

Rivoluzione verde e Transizione tecnologica

Uno degli atti più importanti della Rivoluzione Verde, perseguita con la missione numero 2 del PNRR, è stata l’istituzione del nuovo Ministero della transizione ecologica, che sostituisce il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.

È stato anche istituito il Comitato Interministeriale per la transizione ecologica, che assicura il coordinamento delle politiche nazionali per la transizione ecologica.
Le misure effettive a disposizione degli imprenditori in questo ambito non sono state ancora del tutto delineate. Tuttavia, i fondi saranno così spartiti:

  • circa il 38% andrà agli investimenti in costruzioni;
  • il 23% sarà destinato agli incentivi alle imprese
  • mentre la percentuale restante verrà erogata a supporto di famiglie e mezzi di trasporto.

Start up e Venture Capital

Nell’ambito della Missione numero 4, è prevista una specifica voce dedicata al finanziamento di start up. In particolare, è stata prevista una integrazione del Fondo Nazionale per l’Innovazione in modo da ampliare la platea di imprese innovative che possano beneficiare del Fondo

Il PNRR ha anche evidenziato che, sebbene l’Italia abbia un terreno fertile per lo sviluppo di start up green, c’è una carenza nel trasferimento della ricerca scientifica in brevetti e business innovativi. Si è cercato quindi di intervenire in questo punto con l’introduzione del Green Transition Fund, un fondo dedicato a strategie di investimento nei settori green.

Fondo Impresa Donna

Nell’ambito della missione numero 5 è stato previsto uno strumento operativo definito Fondo Impresa Donna, ancora in fase di definizione, che ha lo scopo di:

  • sostenere l’imprenditoria femminile;
  • stimolare la crescita e lo sviluppo di imprese a conduzione prevalentemente femminile già costituite;
  • stimolare l’avvio di imprese femminile;
  • creare un contesto culturale favorevole tramite interventi nelle scuole e nelle università.
Per maggiori informazioni sul Fondo Impresa Donna, dai un’occhiata a questo video.

Attuazione del PNRR

Il PNRR e gli strumenti da esso previsti, vengono assegnati e quindi realizzati attraverso Amministrazioni centrali o locali (Agenzie Nazionali, Ministeri, Regioni o Enti Locali). È prevista comunque una attività di monitoraggio e coordinamento da parte di una commissione che farà anche da interlocutore con la Commissione Europea.

Monitoraggio del PNRR

È previsto un continuo monitoraggio sull’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, sia sul livello finanziario (ossia sulle spese sostenute e sull’attuazione delle riforme), sia a livello fisico e procedurale. I sistemi di controllo previsti sono poi di diversi tipologie. Troviamo un sistema di controllo che previene e contrasta le irregolarità (frodi, corruzioni, conflitti di interesse… ma anche doppi finanziamenti). Questa attività è di competenza sia dell’Amministrazione Centrale, sia dell’ente che gestisce lo strumento specifico.

È previsto anche un ruolo attivo del Parlamento, il quale sarà tenuto a redigere resoconti periodici sull’andamento dei finanziamenti previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. In particolare è prevista la redazione di una relazione annuale che riporti i dati aggiornati sull’utilizzo del programma Next Generation EU e i risultati raggiunti.

FAQ PNRR: tutte le risposte alle tue domande sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Prima di chiudere questo lungo approfondimento sul PNRR, ti faccio un piccolo recap con le domande frequenti chieste sul Piano di Ripresa e Resilienza.

Cosa si intende per PNRR?

Il PNRR è il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, un pacchetto di investimenti e riforme raggruppate in 6 missioni. Obiettivo principale è intraprendere un percorso di crescita economica sostenibile, superando le difficoltà causate dalla pandemia e tutti i gap che hanno rallentato l’Italia fino a questo momento.

Quali sono le 6 missioni prevista dal PNRR?

Il Piano è organizzato in sei missioni: “Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura”, “Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica”, “Infrastrutture per una Mobilità Sostenibile”, “Istruzione e Ricerca”, “Inclusione e Coesione” e “Salute”.

Quanti soldi stanziati con il PNRR?

Le risorse stanziate dal Piano per l’Italia ammontano a 191,5 miliardi di euro, ripartiti nelle sei specifiche missioni sopracitate. Per la prima missione sono stati stanziati 40,32 miliardi di euro, per la seconda sono 59,47 miliardi. Per la terza missione sono stati stanziati 25,40 miliardi di euro, mentre per la quarta sono 30,88 miliardi i fondi previsti. La quinta missione riceverà 19,81 miliardi di euro, mentre la sesta e ultima 15,63 miliardi di euro. Inoltre, al fine di finanziare ulteriori interventi, il Governo italiano ha previsto un fondo complementare di 30,6 miliardi di euro che portano gli investimenti totali del PNRR a 222,1 miliardi di euro.

Chi eroga i fondi del PNRR?

Il PNRR fa parte del programma Next Generation EU, un fondo dell’Unione Europea di 750 miliardi di euro. All’Italia sono stati assegnati 191,5 miliardi (70 in sovvenzioni a fondo perduto e 121 in prestiti).

Come accedere ai fondi del PNRR per le aziende?

Come hai visto, il PNRR prevede molte agevolazioni interessanti per le aziende. Ma, come per finanziamenti e contributi più comuni, l’iter di accesso non è semplice. Come sai, solo il 30,7% dei fondi europei arriva alle PMI italiane e il restante oltre 69% è perso per sempre. Questo accade perché le aziende compilano in modo amatoriale la richiesta di contributo, commettendo degli errori, oppure sbagliano la rendicontazione delle spese.

Come fare allora per accedere alle agevolazioni del PNRR? Rivolgiti a un esperto in finanza agevolata che ti supporti in ogni passaggio della richiesta. Puoi affidarti a noi di CorporateCredit, che mettiamo a tua disposizione un Finance Manger, un esperto in finanza agevolata che si occuperà di tutta la procedura per farti accedere al credito.

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