Crediti d’imposta 2021: le agevolazioni disponibili

Credito d'imposta 2021
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Crediti d’imposta 2021: le agevolazioni disponibili

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Un valido strumento di agevolazione fiscale che scoprirai leggendo quest’articolo e che ricorre in aiuto ad imprenditori ed imprese è il credito d’imposta.

Attraverso quest’articolo, impareremo cos’è il credito d’imposta, come funziona e com’è possibile accedervi.

Indice:

  1. Cos’è il credito d’imposta?
  2. Come funziona il credito d’imposta?
  3. Credito d’imposta beni strumentali
  4. Credito d’imposta per il mezzogiorno
  5. Credito d’imposta sanificazione
  6. Come accedere al credito d’imposta?

Addentriamoci subito nel vivo di questo importante strumento rispondendo ad una semplice ma importante domanda:

1. Cos’è il credito d’imposta?

In termini strettamente fiscali, il credito d’imposta è un’agevolazione, o meglio un credito, che un “contribuente” (sia esso un’impresa o una persona fisica) ha maturato nei confronti dello Stato.

Va precisato che, nonostante è stato utilizzato il termine “agevolazione”, il credito d’imposta non va confuso con il finanziamento.

Generalmente viene compensato attraverso le tasse da riconoscere al Fisco.

Nello specifico, le dichiarazioni di credito d’imposta in compensazione (previste attraverso il modello F24)  includono tutte le tipologie di credito: IVA, IRPEF, IRES, IRAP, (sono comprese anche addizionali ed imposte sostitutive). 

Ma non è l’unico modo.

Oltre alla compensazione, infatti, è possibile effettuare anche una cessione del credito d’imposta per ottenere liquidità.

Può essere ceduto a terzi, mantenendo la facoltà a quest’ultimi di poter effettuare una successiva cessione del credito ad altri soggetti.

Colui che “riceve” il credito d’imposta, potrà usufruire di quest’ultimo con le stesse modalità previste per il soggetto cedente.

Una volta chiarito il concetto di credito d’imposta è essenziale capire come quest’ultimo viene applicato.

2. Come funziona il credito d’imposta?

Per sostenere gli investimenti delle imprese, lo Stato mette a disposizione degli incentivi sotto forma di credito d’imposta.

Nello specifico, lo Stato si fa carico del pagamento di una parte dell’investimento attraverso il credito d’imposta, lasciando da pagare all’impresa solo una parte dell’investimento fatto.

Finora, in questo 2021, gli incentivi erogati dallo Stato attraverso il credito d’imposta sono diversi.

Andiamo a vederli nel dettaglio.

3. Credito d’imposta beni strumentali

Per il processo di transizione tecnologica e digitale delle imprese in chiave Industria 4.0 e beni ordinari 

Approvata dalla Legge 178/2020 (Legge di Bilancio 2021 – Art. 1 commi 1051-1063), questa agevolazione è rivolta a sostenere il processo di transizione tecnologica e digitale delle imprese in chiave Industria 4.0.

Ma chi può accedere al credito d’imposta beni strumentali? Possono beneficiare di questa agevolazione:

  • Tutte le imprese aventi sede in Italia;
  • Esercenti arti e professioni (solo per beni diversi da quelli indicati negli Allegati A e B della L.).

Detto questo, va fatta una precisazione importante.

Gli interventi agevolabili devono essere effettuati dal 16/11/2020 al 31/12/2022, ovvero effettuati entro il 30/06/2023 a condizione che entro il 31/12/2022 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione del bene.

Sono escluse dall’agevolazione le imprese in procedura di liquidazione o concorsuale, interdette, non in regola con le normative di sicurezza nei luoghi di lavoro e con obblighi di versamento dei contributi previdenziali nei confronti dei lavoratori.

Ma cosa prevede nel dettaglio?

L’agevolazione prevede un credito d’imposta con aliquote e massimali di spesa distinti sul costo di acquisizione in relazione alle diverse tipologie di beni agevolabili come:

  • Beni materiali nuovi strumentali 4.0: Macchinari e attrezzature controllate da sistemi computerizzati (es. macchine laser, macchinari d’imballaggio e confezionamento, impianti robotizzati, ecc.);
  • Beni immateriali nuovi strumentali 4.0: Software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni (es. 3D, industrial analytics, big data, cybersecurity, cloud computing, software gestionali, ecc.);
  • Beni ordinari (materiali e immateriali): Macchinari ed attrezzature (es. muletti, carrelli elevatori, pale meccaniche, forni, piani di lavoro, celle refrigerate, ecc.);

Per ognuno dei beni di cui sopra, l’aliquota e l’investimento massimo agevolabile è differente in base alla tipologia di bene ed al periodo di effettuazione. 

Nello specifico, per:

  • Beni materiali ordinari (interventi effettuati tra il 16/11/2020 e il 31/12/2021): è elevabile dal 10% al 15% in caso di Smartworking fino a 2.000.000€;
  • Beni materiali ordinari (interventi effettuati tra il 01/01/2022 e il 31/12/2022): al 6% fino a 2.000.000€;
  • Beni immateriali ordinari (interventi effettuati tra il 16/11/2020 e il 31/12/2021): elevabile dal 10% al 15% in caso di Smartworking fino a 1.000.000€;
  • Beni immateriali ordinari (interventi effettuati tra il 01/01/2022 e il 31/12/2022): 6% fino a 1.000.000€;
  • Beni materiali 4.0 (interventi effettuati tra il 16/11/2020 e il 31/12/2021): 
    • al 50% fino a 2.500.000€;
    • al 30% da 2.000.000€ a 10.000.000€;
    • al 10% da 10.000.000€ a 20.000.000€;
  • Beni materiali 4.0 (interventi effettuati tra il 01/01/2022 e il 31/12/2022): 
    • al 40% fino a 2.500.000€;
    • al 20% da 2.500.000€ a 10.000.000€;
    • al 10% da 10.000.000€ a 20.000.000€;
  • Beni immateriali 4.0 (interventi effettuati tra il 16/11/2020 e il 31/12/2021): al 20% fino a 1.000.000€.

Per i beni di cui sopra, sono inclusi gli investimenti effettuati entro il 30/06 dell’anno X+1 validamente prenotati (ordine accettato dal venditore e pagamento di acconti almeno pari al 20% del costo di acquisizione del bene) entro il 31/12 dell’anno X.

Il credito d’imposta, come detto in precedenza, è utilizzabile principalmente in compensazione.

In questo caso è distribuito in tre quote annuali di pari importo a decorrere dall’anno di avvenuta interconnessione (per i beni di cui agli allegati A e B della L. 232/2016) e in un’unica soluzione a decorrere dall’anno di entrata in funzione per i beni “ordinari”.

Il credito d’imposta beni strumentali è soggetto a comunicazione al MISE e non concorre alla formazione del reddito nonché della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive.

Tutti i soggetti che si avvalgono del credito d’imposta sono tenuti a conservare, pena la revoca del beneficio, la documentazione idonea a dimostrare l’effettivo sostenimento e la corretta determinazione dei costi agevolabili.

Un’altra agevolazione del 2021 prevista dallo Stato è il credito d’imposta per il mezzogiorno.

4. Credito d’imposta per il Mezzogiorno

Si tratta di un’agevolazione mirata a sostenere le imprese che acquistano beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nelle regioni del Mezzogiorno.

Possono, dunque, beneficiare tutte le imprese residenti nelle regioni della Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo, comprese le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito dell’impresa.

Quali imprese sono escluse?

Non rientrano nell’agevolazione l’industria siderurgica, carbonifera, di costruzione navale, di fibre sintetiche, di trasporti, di produzione e distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche, del settore creditizio, finanziario e del settore assicurativo.

Oltretutto sono escluse, indipendentemente dal settore:

  • Le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento o altra procedura concorsuale prevista dalla legge fallimentare (dal codice di cui al D.Lgs. n. 14/2019, o da altre leggi speciali);
  • Le imprese destinatarie di sanzioni interdittive (ai sensi dell’articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231);
  • Le imprese non in regola con le normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e con gli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

Il credito d’imposta per il mezzogiorno agevola gli acquisti di beni strumentali nuovi facenti parte di un progetto di investimento iniziale o comunque un investimento che sia relativo:

  • Alla creazione di un nuovo stabilimento;
  • All’ampliamento della capacità di uno stabilimento esistente;
  • Alla diversificazione della produzione di uno stabilimento per ottenere prodotti mai fabbricati precedentemente;
  • Ad un cambiamento fondamentale del processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente.

Bisogna fare una precisazione riguardo i “beni strumentali nuovi”.

Per beni strumentali nuovi devono intendersi le seguenti categorie:

  • Impianti e macchinari (Voce di Bilancio B.II.2);
  • Attrezzature industriali e commerciali (Voce di Bilancio B.II.3).

I beni ammessi dal credito devono essere durevoli e utilizzati come strumento di produzione. Sono agevolabili anche i beni acquistati in leasing, a patto che si eserciti l’opzione di acquisto.

Quali sono, invece, i beni non agevolabili? 

In questo caso, non rientrano nell’agevolazione le merci destinate alla vendita e gli assemblati. 

E, comunque, i macchinari, le attrezzature e gli impianti previsti nell’agevolazione devono essere acquistati solo per strutture situate nel territorio nazionale.

Il credito d’imposta per il mezzogiorno è riconosciuto alle imprese in diverse percentuali in base alle dimensioni dell’impresa stessa. Nello specifico:

  • al 45% per le piccole imprese
  • al 35% per le medie imprese; 
  • al 25% per le grandi imprese.

Un vantaggio aggiuntivo per questa misura è dettato dalla cumulabilità.

Il credito d’imposta per il mezzogiorno è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo non porti al superamento del costo sostenuto (Es. Credito d’Imposta Beni Strumentali).

La compensazione del credito può essere esercitata a partire dal quinto giorno successivo alla data di rilascio della ricevuta attestante la fruibilità del credito.

L’ammontare del credito utilizzato in compensazione, anche in più soluzioni, non può eccedere l’importo risultante dalla ricevuta dell’Agenzia delle entrate, pena lo scarto del modello F24.

Infine, bisogna ricordare che i beneficiari potranno utilizzare esclusivamente il credito d’imposta maturato, ossia il credito d’imposta relativo agli investimenti già realizzati al momento della compensazione.

5. Credito d’imposta sanificazione

Un’ultima agevolazione introdotta dallo Stato per favorire l’azione di misure dirette a contenere e contrastare la diffusione del COVID-19 è il credito d’imposta sanificazione.

Si tratta di un sostegno importante e necessario rivolto ai soggetti che, durante l’emergenza epidemiologica, hanno adottato misure di adeguamento degli ambienti di lavoro, di sanificazione e acquisto dei dispositivi di protezione

Previsto dal Decreto-Legge 25 maggio 2021, n. 73 (Decr. Sostegni Bis Misure urgenti connesse all’emergenza da COVID-19) il credito d’imposta sanificazione può essere richiesto da:

  • Soggetti esercenti attività d’impresa, arti e professioni;
  • Enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti;
  • Strutture ricettive extra-alberghiere a carattere non imprenditoriale.

Sono ammissibili al credito d’imposta sanificazione le spese sostenute per: 

  • La sanificazione degli ambienti nei quali è esercitata l’attività lavorativa e istituzionale e degli strumenti utilizzati nell’ambito di tali attività; 
  • La somministrazione di tamponi a coloro che prestano la propria opera nell’ambito delle attività lavorative; 
  • L’acquisto di dispositivi di protezione individuale (es. mascherine, guanti, visiere e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea);
  • L’acquisto di prodotti detergenti e disinfettanti
  • L’acquisto di dispositivi di sicurezza diversi da quelli di cui alla lettera c), (es. termometri,  termo-scanner,  tappeti  e vaschette  decontaminanti  e  igienizzanti,  che  siano  conformi  ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla  normativa  europea). Sono incluse le eventuali spese di installazione; 
  • L’acquisto di dispositivi atti a garantire la distanza di sicurezza interpersonale (es. barriere e pannelli protettivi). Sono incluse le eventuali spese di installazione. 

Il credito d’imposta sanificazione copre nella misura del 30% le spese che sono state sostenute nei mesi di giugno, luglio ed agosto 2021 per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti comprese le spese per la somministrazione di tamponi per il COVID-19.

Il credito spetta fino ad un massimo di 60.000 euro per ciascun beneficiario, nel limite complessivo di 200.000 milioni di euro per l’anno 2021.

Quest’ultimo è utilizzabile nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in compensazione. L’agevolazione non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini dell’imposta regionale sulle attività produttive.

Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate saranno stabiliti i criteri e le modalità di applicazione e di fruizione del credito d’imposta.

6. Come accedere al credito d’imposta?

Per accedere alle agevolazioni del Credito d’Imposta è possibile rivolgersi a CorporateCredit, società di mediazione del credito a sostegno delle piccole e medie imprese italiane. 

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