Credito alle imprese 2021: le soluzioni disponibili

Credito alle imprese 2021: le soluzioni disponibili
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Credito alle imprese 2021: le soluzioni disponibili

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Dopo la crisi dovuta alla pandemia e alle restrizioni che hanno penalizzato le aziende, lo Stato ha da una parte rafforzato le misure di supporto alle imprese, e – dall’altra – introdotto nuove misure agevolative – come riportato da Forbes.it (link) – per promuovere investimenti e ridare così nuovo slancio all’economia.

Le imprese hanno quindi oggi soluzioni diverse per ottenere credito, investire, e ricostruire la propria realtà. Le possibilità di accesso al credito sono diverse – prestiti, leasing, linee di finanziamento bancario tradizionali e alternative – e, in questo articolo, cercheremo di esaminare per capire quella più su misura per le esigenze di ogni imprenditore, e come accedere alla liquidità.

Indice:

1. Credito agevolato alle imprese: cos’è? >

2. Credito d’imposta 4.0 >

3. Credito d’imposta per il mezzogiorno >

4. Credito per le imprese: come richiederlo >

1. Credito agevolato alle imprese: cos’è?

Con “credito alle imprese” intendiamo una serie di misure messe in atto dallo Stato al fine di supportare le aziende tramite agevolazioni. Gli strumenti a disposizione delle aziende sono molteplici, ovvero sono svariati gli ambiti nei quali è possibile ottenere credito, o bonus, sui propri investimenti.

Alcuni di questi strumenti sono anche cumulabili: questo significa che il vantaggio per l’azienda può diventare davvero sostanziale con rimborsi – o sgravi fiscali – che possono addirittura raggiungere il 100% della spesa sostenuta.

Il credito alle imprese dopo la crisi: le opzioni disponibili

Le diverse opzioni vanno a coprire diverse tipologie di investimento e, in particolare:

  • Credito d’imposta 4.0: per l’innovazione tecnologica e digitale delle imprese;
  • Credito d’Imposta per il mezzogiorno: agevolazione per le PMI nelle regioni del Mezzogiorno.

2. Credito d’imposta 4.0

Il Credito d’Imposta 4.0 è destinato ad agevolare investimenti finalizzati allo sviluppo tecnologico in chiave digitale delle imprese. Essendo riferito a beni strumentali materiali e immateriali, il credito d’imposta 4.0 si configura come una opportunità importante per le aziende.

Ti ricordiamo che ci sono altre tipologie di crediti d’imposta ai quali abbiamo dedicato la nostra attenzione in precedenza (t’invitiamo a cliccare qui per approfondire l’argomento).

A chi è rivolto il credito d’imposta 4.0?

Il credito d’imposta 4.0 è un credito alle imprese erogato per acquisti di beni strumentali e riservato a tutte le imprese ubicate sul territorio italiano.

I beni strumentali acquistati devono essere volti alla interconnessione in chiave digitale di persone, macchinari, strumenti che operano all’interno dell’azienda (vedi Credito d’imposta 4.0: tutte le novità del 2021). Gli acquisti eleggibili per l’ottenimento del credito d’imposta 4.0 sono materiali e immateriali. Questo significa che anche l’acquisto di software e di corsi di formazione del personale sono presi in considerazione in questa normativa.

Come si ottiene il credito d’imposta 4.0?

Il credito d’imposta 4.0 si ottiene in compensazione nei 3 anni successivi all’avvenuta interconnessione dei beni acquistati.

Per i dettagli sulle percentuali di bonus previste (che sono diverse a seconda della tipologia di bene acquistato e dell’entità dell’investimento) ti invitiamo di nuovo a consultare il nostro contenuto specifico dedicato all’argomento (vedi Credito d’imposta 4.0: tutte le novità del 2021).

Per ottenere il credito d’imposta 4.0 occorre presentare una documentazione che contiene:

  • le fatture e i documenti di acquisto;
  • attestazione della conformità (rilasciata dal venditore) in cui di attesta che i beni acquistati rispondono alle caratteristiche indicate nella normativa;
  • attestato di avvenuta interconnessione corredata da perizia tecnica (predisposta dall’utilizzatore del bene).

Il credito d’imposta 4.0 è un’ottima opportunità per le aziende che ricercano uno sviluppo in chiave digitale, ma anche per crescere a livello di competenze grazie al credito d’imposta formazione 4.0: i corsi di formazioni sono considerati beni strumentali immateriali, e pertanto il credito d’imposta può essere anche utilizzato per agevolare investimenti da parte delle aziende in corsi di formazione del personale.

Un vantaggio importante, infine, è dato dalla cumulabilità: il credito d’imposta 4.0 è cumulabile con altre agevolazioni, anche relative allo stesso investimento. Si possono cumulare agevolazioni fino ad ottenere un credito pari al 100% del capitale investito, ma non superiore.

3. Credito d’imposta per il Mezzogiorno

Il credito d’imposta per gli investimenti nelle regioni del Mezzogiorno era stato istituito con la Legge Di Stabilità del 2016.

La Legge di Bilancio del 2020 lo ha prorogato fino alla fine del 2020 e – successivamente – la Legge di Bilancio 2021 lo ha prorogato fino alla fine del 2022.

A chi si rivolge?

Il Credito d’imposta per il Mezzogiorno è destinato alle piccole, medie, e grandi imprese che operano nelle regioni del Sud Italia, e in particolare in Campania, Puglia, Molise, Basilicata, Abruzzo, Sicilia Calabria, e Sardegna.

Tutte le imprese, di qualsiasi entità giuridica, possono beneficiare del credito d’imposta per il Mezzogiorno ad eccezione delle imprese dei settori siderurgico, carbonifero, di produzione di fibre sintetiche, di costruzione navale, di produzione e distribuzione energia, di trasporti, del settore finanziario, assicurativo e creditizio.

Quali sono i requisiti necessari per accedere al credito d’imposta per il Mezzogiorno?

Le spese ammissibili per poter usufruire del credito d’imposta per il Mezzogiorno sono quelle relative all’acquisto di beni strumentali nuovi. Gli impianti, le attrezzature e i macchinari acquistati devono essere utilizzati come strumento di produzione, mentre sono esclusi tutti i beni destinati alla vendita o agli assemblati. Inoltre, i beni strumentali acquistati devono essere destinati a strutture ubicate nelle regioni del sud Italia alle quali il credito d’imposta per il Mezzogiorno fa riferimento.

Anche i beni acquistati in leasing sono agevolabili, purchè di eserciti l’opzione d’acquisto. È utile chiarire, inoltre, che siccome il credito è riservato all’acquisto di beni strumentali nuovi, non vi rientrano i beni usati, ma quelli esposti in showroom a scopo dimostrativo sono invece ammessi.

Quali agevolazioni prevede?

La percentuale del bonus riconosciuto da questo credito agevolato alle imprese rivolte alle realtà del Mezzogiorno dipende dall’ammontare dell’investimento sostenuto e anche dalla data relativa all’acquisto dei beni. In particolare per:

  • Spese fino a 2,5 milioni di euro, il bonus previsto è del 50% per gli investimenti effettuati nel 2021, e del 40% per quelli effettuati nel 2022;
  • Investimenti superiori a 2,5 milioni ma inferiori a 10 milioni, viene riconosciuto un bonus del 30% per gli investimenti effettuati nel 2021, e del 20% per quelli effettuati nel 2022;
  • Investimenti compresi tra i 10 milioni e i 20 milioni di euro, il credito d’imposta è pari al 10% sia per gli investimenti effettuati nel 2021 sia per quelli relativi al 2022.

Il credito è riconosciuto in compensazioni in F24.

Il Credito d’imposta per il Mezzogiorno è cumulabile con il Credito d’Imposta 4.0: si può arrivare ad ottenere una agevolazione che può raggiungere il 95% della quota investita. Entrambi i crediti sono fruibili in compensazione.

Come richiedere il credito d’imposta per il Mezzogiorno?

Per usufruire del Credito d’imposta destinato alle imprese del Mezzogiorno, le aziende devono presentare apposita domanda all’Agenzia delle Entrate. Sarà l’Agenzia delle Entrate, dopo aver verificato i dati contenuti nella domanda, a comunicare all’impresa l’autorizzazione a fruire del credito d’imposta.

Nella domanda all’Agenzia delle Entrate è obbligatorio precisare:

  • la cadenza temporale dell’investimento programmato;
  • indicazione delle somme investite;
  • indicazione del credito d’imposta relativo alle somme investite.

Alla ricezione della domanda, l’Agenzia delle Entrate effettua le verifiche dei dati. Inoltre, qualore l’ammontare del credito risulti superiore ai 150.000 euro, l’Agenzia effettua anche le verifiche previste dal Codice Antimafia.

In caso di modifica dell’investimento, l’imprenditore ne può fare comunicazione all’Agenzia delle Entrate con apposita rettifica. Il precedente modello non sarà più utilizzato, e verrà calcolato l’ammontare del credito d’imposta utilizzabile sulla base della rettifica comunicata.

Anche per le rettifiche, l’Agenzia effettua i dovuti controlli e verifiche.

In caso di traslazione integrale dell’investimento (le spese vengono rimandate all’anno successivo), invece, l’imprenditore non potrà più beneficiare del credito.

Per una traslazione parziale, il credito sarà calcolato sulla base degli investimenti già posti in essere negli anni (fino al 2022) previsti dalla normativa.

4. Credito per le imprese: come richiederlo

I crediti alle imprese agevolano le aziende e le loro diverse necessità, dall’acquisto di beni strumentali alla formazione del personale, allo sviluppo tecnologico. Con la base di conoscenze che ti abbiamo fornito grazie al nostro approfondimento, saprai come orientarti e come ottenere il credito giusto per te.

Accedere al credito nel modo più semplice è possibile grazie a CorporateCredit che opera quotidianamente al fianco delle PMI italiane. 

CorporateCredit si occupa interamente della richiesta di accesso al credito alle imprese sollevando l’imprenditore dall’impegno di gestire in prima persona la richiesta di credito ed evitando a quest’ultimo di incorrere in errori burocratici che possono compromettere definitivamente il buon esito della richiesta.

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