Cos’è il Fintech: tutto quello che devi sapere sulla tecnofinanza

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Cos’è il Fintech: tutto quello che devi sapere sulla tecnofinanza

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Nel 2022 non puoi non aver sentito parlare, almeno una volta, di FinTech. Tuttavia, anche se ne hai sentito parlare, forse non sai bene cosa significhi questa parola, che effettivamente crea un po’ di confusione. Molte persone pensano infatti si tratti di un indice azionario o di una banca, mentre Fintech è un termine che indica tutt’altro. Significa financial technology, ossia “tecnofinanza”. Indica quindi quell’insieme di tecnologie che sta rivoluzionando il nostro modo di fare acquisti, di relazionarci con gli istituti finanziari e che influenza anche il nostro modo di risparmiare.
Se vuoi fare chiarezza sul Fintech, capire cos’è, come funziona e come sfruttarlo per la tua azienda, continua a leggere questo articolo.

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Tempo di lettura stimato: 12 minuti

Cos’è il Fintech: significato e definizione


Fintech significa “tecnofinanza” e lo possiamo usare in maniera molto generica per indicare qualsiasi innovazione tecnologica nei servizi finanziari. E, l’utilizzo della tecnologia, è elemento necessario affinché ci sia un’innovazione finanziaria e si possa parlare di Fintech. Detto questo, forse non sapevi che molte delle applicazioni finanziarie che utilizzi ogni giorno per i tuoi acquisti sono considerate Fintech. Pensa a tutte le piattaforme di pagamento mobile, come Google Pay o Satispay. Ecco, insieme a molti altri esempi, fanno parte della famiglia “Fintech”.

L’aspetto fortemente innovativo delle Fintech causa un po’ di confusione e molti sono convinti che “fintech” sia un altro termine per indicare le startup. Tuttavia, le startup sono imprese che si trovano nella fase di crescita immediatamente successiva al loro lancio. Possono occuparsi di qualsiasi settore, anche completamente estraneo a quello della tecnofinanza.
Certo, è vero che un gran numero di startup si occupano di Fintech, ma anche gli istituti di credito tradizionali stanno iniziando a sviluppare prodotti e servizi di tecnofinanza. Banche come Unicredit, o Credit Suisse, ma anche Poste Italiane, per esempio, stanno implementando sempre più servizi fintech all’interno della loro offerta.

Le criptovalute sono Fintech?

Anche tutto il mondo delle criptovalute può essere considerato fintech. Tra tutte le innovazioni, quelle delle cripto, legate all’utilizzo delle blockchain, risulta di sicuro il più rivoluzionario. Ma anche in questo caso i servizi di credito più tradizionali, dato lo sviluppo e la popolarità che queste soluzioni, iniziano a tenere d’occhio l’innovazione in questa direzione.

Come funziona il Fintech?

È difficile parlare nello specifico di come funziona il Fintech, perché si tratta di un settore che abbraccia diversi tipi di soluzioni, tutte innovative, in campo finanziario. Per comprendere al meglio come funziona la tecnofinanza, l’approccio migliore è quello di analizzare le applicazioni più comuni di questo concetto.

Esempio di Fintech: l’Home banking

L’esempio di applicazione fintech più alla portata di tutti è quello dell’home banking. I servizi di home banking sono quelli che ti danno la possibilità di effettuare le operazioni bancarie, senza doverti recare fisicamente in filiale.
Oltre a queste semplici operazioni, poi, l’home banking può offrire prestazioni più complesse come la possibilità di gestire i propri risparmi e investimenti.
Molte banche tradizionali si sono già mosse in direzione dell’home banking proprio per rispondere alla crescente domanda di mercato. Gli utenti sono sempre più abituati a svolgere le più comuni operazioni quotidiane attraverso computer e, soprattutto, smartphone.

Crowdfunding

Un’altra applicazione conosciuta del fintech è tutto il settore del crowdfunding che si sta configurando come un metodo nuovo e innovativo di, da una parte, trovare finanziamenti per il proprio progetto imprenditoriale e, dall’altra, investire il proprio denaro.

Oltre ad essere innovativi per l’impiego che compie della tecnologie e della rete (Internet), il crowdfunding è una importante innovazione anche dal punto di vista concettuale: è un’opportunità nuova e molto vantaggiosa per i piccoli investitori ed è anche un metodo alternativo per imprenditori esordienti e non di procurarsi i finanziamenti di cui hanno bisogno e che, altrimenti, difficilmente troverebbero le risorse di cui hanno bisogno.

Crowd-lending

Il crowd-lending può essere considerato un sottoinsieme del crowdfunding. Anche in questo caso si tratta di un sistema di finanziamento che funziona grazie e attraverso Internet: grazie alle piattaforme di crowd-lending gli investitori privati possono prestare denaro ad altri privati o imprese.
Proprio come il crowdfunding, il crowd-lending è soprattutto una rivoluzione concettuale: l’ente di finanziamento intermediario viene rimosso dall’equazione e questo apre nuove possibilità ad imprenditori ed investitori.
L’esempio del crowdfunding e del crowd-lending ci danno spunto per una ulteriore riflessione: sfruttando le innovazioni tecnologiche, il fintech mette in atto dei cambiamenti per l’intero sistema finanziario che diventa sempre più decentralizzato. A questo proposito, l’applicazione del fintech più rivoluzionario di tutti è quella della blockchain.

Blockchain

La parola blockchain è subito associata al Bitcoin, e non del tutto erroneamente. L’esistenza del bitcoin si basa proprio sulla blockchain e il progetto Bitcoin è stato quello che ha fatto conoscere al mondo questa nuova infrastruttura tecnologica. Ma cos’è la blockchain?
La blockchain è una catena di dati, codificata, e non alterabile che può alimentare interi sistemi; nel caso del bitcoin e delle altre criptovalute, per esempio, sostiene interi sistemi finanziari.
La blockchain si è poi talmente evoluta da supportare contratti smart e, quindi, intere piattaforme. Esistono piattaforme web su cui gli utenti possono acquistare e vendere criptovalute, prestarle, ricavare interessi, e richiedere prestiti completamente decentralizzate, ovvero prive di intermediari.

Fintech: è sicuro?

Tutto il mondo dei servizi online è talmente nuovo e misterioso che ogni volta che ne utilizziamo uno ci domandiamo se sia sicuro, specialmente quando questo tipo di servizio è di tipo finanziario.
Chiedersi se il fintech è sicuro, è legittimo. Ma quale risposta possiamo dare?
Dal punto di vista della legalità, il fintech e tutte le sue applicazioni sono assolutamente sicure. Se una qualsiasi applicazione finanziaria è disponibile nel nostro paese, questo significa che è stata regolamentata e che è assolutamente legale utilizzarla per gli usi consentiti.

Dal punto di vista dell’affidabilità, il discorso sulla sicurezza cambia, ma non dovrebbe comunque essere scisso da una valutazione dell’affidabilità dei sistemi finanziari tradizionali. Quando un sistema finanziario si appoggia su tecnologie digitali (la rete Internet, applicazioni software…) siamo sempre preoccupati dell’affidabilità di queste tecnologie: e se l’app per i pagamenti non funziona mentre sto pagando, o mentre mi viene accreditato lo stipendio? E se il sistema dovesse perdere i dati che fanno riferimento ai miei conti, al mio saldo, ai miei risparmi?

Tutte queste preoccupazioni sono legittime, ma con i sistemi finanziari tradizionali dovremmo avere le stesse preoccupazioni: sia che ci affidiamo all’impiegato della filiale della banca, o alla nostra applicazione home banking, stiamo comunque affidando il nostro denaro ad un intermediario, che utilizza sistemi informatici e che è soggetto a fallimento. PayPal (applicazione fintech) ha le stesse probabilità di “sparire con i nostri soldi” del Monte dei Paschi: il fatto di non possedere filiali fisiche non fa di PayPal un intermediario finanziario meno affidabile di una banca tradizionale.

Fintech: opportunità per imprenditori ed investitori

Le applicazioni fintech stanno conquistando una fetta di pubblico sempre maggiore: è per questo che il trend viene considerato in crescita e che continua ad essere un’ottima opportunità per investitori e imprenditori.
Il settore fintech offre grandi opportunità per fare impresa. I progetti fintech sono progetti innovativi e le nuove imprese che se ne occupano rientrano spesso nella categoria delle startup innovative. In quanto startup innovative, le nuove imprese che si occupano di fintech in Italia possono quindi avere accesso ad un ventaglio di incentivi e agevolazioni messi a disposizione attraverso enti nazionali. Si tratta di un modo accessibile per finanziare nuovi progetti ad alto potenziale.

Il futuro del Fintech

Come abbiamo accennato, il Fintech è considerato un trend in crescita: ci si aspetta che l’interesse per questo settore – del pubblico e quindi delle aziende – cresca ulteriormente nel prossimo futuro: è un elemento da tenere in forte considerazione quando si vuole fare impresa o investire in nuovi progetti. Ma quali direzioni sta prendendo la tecnofinanza? Quali sembrano essere, all’interno del settore, i trend vincenti?

L’evoluzione dell’home banking

La maggior parte delle applicazioni di home banking che abbiamo a disposizione oggi in Italia possono sembrarci molto comode e avanzate ma, a ben guardare, ci permettono di effettuare solo le operazioni basilari: effettuare pagamenti, controllare il saldo, scaricare documenti e poco altro…
I servizi finanziari offerti da una banca sono molti di più: prestiti, polizze assicurative, prodotti a gestione patrimoniale…

Uno dei trend che possono più facilmente essere individuati è proprio questo: le applicazioni di home banking metteranno a disposizione tramite applicazioni desktop e mobile e la rete internet un numero sempre maggiore di servizi finanziari. Perchè possiamo individuare con tanta facilità questo trend? Basta osservare ciò che sta accadendo all’estero: in Cina, per esempio, una applicazione come AliPay, che vende una vasta gamma di servizi finanziari, conta 1 miliardo di utenti.

Intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale sta trovando numerose applicazioni in diversi settori. Basta pensare al funzionamento degli algoritmi di motori di ricerca come Google e YouTube o a quello di Amazon per scoprire che abbiamo l’intelligenza artificiale al lavoro sotto i nostri nasi tutti i giorni e, spesso, neanche ce ne accorgiamo.

Nel settore finanziario, il primo settore che ci si aspetta venire rivoluzionato dall’impiego dell’intelligenza artificiale è quello dei prestiti. Il classico credit scoring (un sistema di valutazione della storia del credito del singolo cliente) ha molti limiti: non è predittivo, ha costi elevati, e fa sì che i piccoli prestiti si rivelino antieconomici limitando l’accesso al credito. L’utilizzo di intelligenza artificiale nel campo della valutazione del credito potrebbe superare tutti questi limiti e rivelarsi un trend vincente per imprenditori e investitori.

Le valute digitali

Le criptovalute stanno diventando sempre più popolari; sebbene anch’esse abbiano risentito dell’instabilità economica attuale, non è la prima volta che uno degli indici più importanti da prendere in considerazione, quello del valore del Bitcoin, crolla vertiginosamente per poi tornare a rialzarsi raggiungendo livelli record.
Le criptovalute sono, per il momento, un metodo per fare trading e investire ma sono numerosi anche i progetti che puntano a fare delle criptovalute una moneta di scambio quotidinana, magari proprio all’interno di applicazioni fintech più o meno decentralizzate.

La decentralizzazione è la rivoluzione più grande in assoluto che le criptovalute e la tecnologia della blockchain potrebbero portare sui sistemi finanziari: un sistema che rimuove ed esclude completamente la presenza di intermediari finanziari, connettendo le persone in maniera diretta e facendo in modo che servizi finanziari – quali transazioni, prestiti, e così via – siano gestiti interamente peer-to-peer.

Fintech: il ruolo della pandemia

Abbiamo sin qui parlato di futuro del Fintech, ma quanto ancora dobbiamo aspettare per questo futuro? Non molto: il cambiamento è già in atto e di sicuro la pandemia ha dato un’importante accelerata alla trasformazione.
La pandemia ha avuto tante conseguenze, una delle quali è stata una forte spinta alla digitalizzazione. Abbiamo dovuto passare in fretta allo smart-working, smart-learning, shopping online, video-conference, eventi live streaming e altro… La pandemia ha fatto sì che anche le persone meno abituate a utilizzare i servizi online ne abbiano fatto uso.

Man mano che l’emergenza pandemica va scemando, però, le cose non sembrano tornare come prima: i numeri dell’e-commerce continuano a crescere, così quelli degli utenti che utilizzano app per videochiamate e videoconferenze… la stessa cosa vale per i servizi finanziari: dopo essere ricorsi ai servizi online per cercare di evitare le filiali per due anni, la maggior parte degli utenti non ha alcuna intenzione di riprendere le vecchie abitudini. I lockdown hanno fatto sì che le persone di tutte le età, ma soprattutto i giovani, siano molto più predisposti ad accettare la migrazione digitali dei servizi finanziari.

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