Resto al Sud 2022: attività finanziabili fino a 50.000 euro

Resto al Sud 2022: attività finanziabili fino a 50.000 euro
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Resto al Sud 2022: attività finanziabili fino a 50.000 euro

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Resto al Sud è l’incentivo Invitalia che ha come obiettivo quello di sostenere la nascita e lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali nelle regioni del Sud Italia, nelle aree sismiche del Centro Italia e nelle isole minori marine, lagunari e lacustri del Centro-Nord. L’agevolazione è rivolta a imprenditori con meno di 56 anni e i fondi disponibili ammontano a 1 miliardo e 250 milioni di euro. Le attività finanziabili con Resto al Sud sono molteplici e possono raggiungere fino a 50.000 Euro per ogni socio della tua futura impresa. Se sei un imprenditore che vuole aprire un’attività in una regione del Sud Italia, questo articolo è quello che cercavi. Continua a leggere e scopri i dettagli del contributo, quali sono le attività finanziabili da Resto al Sud nel 2022 e come presentare domanda per accedere all’agevolazione.

Tempo di lettura stimato: 11 minuti

Resto al Sud: attività finanziabili per le regioni coinvolte

È davvero così difficile “fare impresa” nel Mezzogiorno? Sì, secondo i numeri riportati in  un report recente della Commissione Europea, sulla competitività delle regioni europee a basso reddito e a bassa crescita. Lo studio evidenzia un calo negli investimenti privati del Sud rispetto alle altre regioni italiane del 33%, in parte a causa della recessione economica del 2009. In parte questa situazione continua a causa dell’emergenza sanitaria in atto.

Per questo l’agevolazione Resto al Sud, seppure gestita da Invitalia e distribuita attraverso fondi Statali, è riservata a un numero limitato di Regioni Italiani, e in particolare: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia. A queste località geografiche, si aggiungono quelle di 116 comuni in Lazio, Marche e Umbria che fanno parte del cosiddetto Cratere sismico del Centro Italia.

Le modifiche apportate con il decreto di Novembre 2021 ampliano il raggio d’azione dell’agevolazione Resto al Sud rendo disponibile questo strumento anche alle aziende che operano nelle seguenti località:

  • Campo nell’Elba
  • Capoliveri
  • Capraia
  • Giglio
  • Marciana
  • Marciana Marina
  • Ponza
  • Porto Azzurro
  • Portoferraio
  • Portovenere
  • Rio
  • Ventotene

Sono adesso incluse anche le imprese con sede nelle Isole lagunari e lacustri:

  • Laguna Veneta: Lido, Murano, Pellestrina, Burano, Sant’Erasmo, Mazzorbo, Vignole, Torcello, San Giorgio, San Michele, San Clemente, San Francesco del Deserto, Marzobetto, San Lazzaro degli Armeni
  • Isole della Laguna di Grado: Isola di Grado, Isola di Santa Maria di Barbana, Isola di Morgo
  • Monte Isola del Lago di Iseo
  • Isole del Lago di Garda
  • Comacina (lago di Como)
  • Isola diOrta – San Giulio
  • Isole del lago Trasimeno: Isola Maggiore e Isola Polvese
  • Isole Borromee: Isola Superiore, Isola Bella, Isola Madre, Isola San Giovanni

Resto al Sud attività finanziabili: i requisiti

Anche nella sua versione precedente Resto al Sud non si limitava ad individuare esclusivamente dei requisiti geografici, ma si rivolgeva in maniera mirata a specifiche categorie di aziende, imprenditori, e investimenti. Alcuni di questi requisiti sono cambiati con le modifiche relative al decreto 2021: in tutti i casi, le imprese, gli imprenditori, e gli investimenti coinvolti e considerati ammissibili sono aumentati facendo di Resto al Sud uno strumento di finanza agevolata ancora più versatile e importante. Nelle sezioni che seguono esaminiamo uno a uno tutti i requisiti di Resto al Sud previsti per poter accedere all’agevolazione.

Scopri in meno di 5 minuti come ottenere i finanziamenti a fondo perduto di Resto al Sud. Guarda il video

Quali imprese finanzia

La versione precedente di Resto al Sud si rivolgeva alle seguenti categorie di impresa:

  • I liberi professionisti, sia organizzati in forma individuale che in forma societaria, non titolari di partita IVA per una attività analoga a quella proposta nei 12 mesi antecedenti alla presentazione della domanda di agevolazione.
  • le partita IVA già attive ma con diverso codice Ateco (fino alla terza cifra di classificazione delle attività economiche).
  • imprese dei settori di pesca e acquacoltura, trasformazione dei prodotti agricoli, artigianato e industria;
  • servizi alle imprese e alle persone;
  • PMI del turismo.

Resto al Sud è una agevolazione valida anche per gli imprenditori che intendono lanciare una nuova attività. Per quanto riguarda le aziende già costituite, possono accedere all’agevolazione solo le aziende “giovani” e in particolare:

  • aziende costituite dopo il 21/06/2017;
  • imprese costituende. In questo caso, la costituzione dell’azienda deve avvenire entro i 60 dall’ottenimento dell’agevolazione (120 giorni per chi risiede all’estero).

Quali sono i requisiti di Resto al Sud per gli imprenditori?

Oltre a individuare i settori che abbiamo menzionato nel paragrafo precedente, Resto al Sud individua anche dei requisiti ai quali deve corrispondere il soggetto richiedente l’agevolazione.

L’incentivo di rivolge, infatti, principalmente ai giovani, anche se con l’emendamento di Novembre 2021, anche questo parametro è stato spostato in modo da coinvolgere più persone: il limite di età non è più fissato ai 46 anni non compiuti, ma è stato spostato a 56, per i residenti in una delle regione o aree geografiche elencate sopra.

Oppure non residenti che intendono trasferire la propria residenza in una delle Regioni sopra elencate. In questo caso, il cambio di residenza deve avvenire entro 60 giorni dalla data di approvazione dell’agevolazione. Se la precedente residenza era all’Estero, si hanno 120 giorni di tempo per spostarla.

I requisiti che riguardano la persona che richiede l’agevolazione non finiscono qui. Infatti, oltre al requisito dell’età e della residenza, devi non esser già titolare di Partita IVA dal 21/06/2017 in poi e non avere già ricevuto agevolazioni per l’attività imprenditoriale nell’ultimo triennio. Infine, non devi avere un lavoro a tempo indeterminato (se ce l’hai, devi rinunciare appena ottieni l’agevolazione).

Chi ottiene l’agevolazione deve anche impegnarsi a rinunciare a contratti di lavoro a tempo indeterminato per tutta la durata del finanziamento.

Le spese finanziabili

Resto al Sud prevede tra le attività finanziabili la creazione oppure lo sviluppo di nuove imprese nelle Regioni del Sud Italia. Per accedervi, dunque, occorre presentare un preciso piano di investimento, in linea con i requisiti richiesti dall’Ente.

Come spesso accade, nel testo che regola l’incentivo Resto al Sud si legge l’obiettivo generale e tutti i progetti di investimento e le spese specifiche che sono ritenuti ammissibili per l’ottenimento di tale agevolazione. Si può richiedere l’agevolazione per finanziare le spese:

  • relative alla ristrutturazione di beni immobili o manutenzione straordinaria degli stessi. Questo tipo di spese, tuttavia, non può superare il 30% del programma di spesa complessivo;
  • per l’acquisto di nuovi impianti, macchinari e attrezzature oppure programmi informatici, tecnologie, telecomunicazione e servizi per l’informazione. Sono ammissibile anche le spese relative ad acquisti in abbonamento);
  • acquisto di materiali di consumo, materia prima, utenze e garanzie assicurative (fino al 20% del programma di spesa complessivo);
  • opere edili che riguardino l’adeguamento della sede aziendale alle esigenze dell’attività. Anche queste spese non possono superare il 30% del programma di spesa complessivo;
  • realizzazioni di siti web, sempre legati alle esigenze aziendali. Sono incluse sia esigenze gestionali che promozionali;
  • realizzazione di biglietti da visita, cartelloni, volantini….

I beni che si acquistano tramite finanziamento agevolato con l’incentivo Resto al Sud restano vincolati all’esercizio delle attività aziendali per 5 anni. Non possono essere venduti, né possono essere trasferiti in sedi diverse da quella aziendale.

In cosa consiste l’incentivo Resto al Sud?

Ora che abbiamo visto cosa finanzia l’incentivo Resto al Sud vale la pena anche di sapere come vengono finanziati i progetti che ottengono l’agevolazione.

Le spese ritenute ammissibili vengono finanziate al 100% tramite l’incentivo (finanziamento massimo di 60.000 euro). L’intera somma è coperta dall’agevolazione, ma attraverso una doppia modalità:

  • un 50% dell’investimento viene finanziato con un contributo a fondo perduto. Il contributo è erogato da Invitalia e non deve essere rimborsato in alcun modo;
  • Per il restante 50% si ottiene un finanziamento agevolato.

In particolare, l’agevolazione prevede che si possa ottenere un finanziamento a tasso zero. Il prestito può essere concesso tramite un istituto bancario e gli interessi rimangono a carico di Invitalia (dal punto di vista del soggetto che ottiene l’agevolazione, quindi, il finanziamento è a tasso zero).

Inoltre, il prestito viene garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI: l’imprenditore è anche esente dal dover iscrivere una garanzia per ottenere il prestito.

Come richiedere l’incentivo Resto al Sud: guida passo-passo

La procedura per richiedere l’accesso all’agevolazione Resto al Sud, pertanto, parte dal sito online di Invitalia. In particolare, all’interno del sito, è possibile accedere alla propria Area Personale.

Da qui, Invitalia mette a disposizione i portali appositamente aperti per accogliere le richieste di accesso a tutte le agevolazioni che gestisce.

La procedura è guidata e ad ogni step ti viene chiesto di fornire un particolare dato, documento, o modulo. L’intero processo risulta molto più semplice se, tuttavia, hai effettuato alcuni step preliminari che consistono nella preparazione di tutta la documentazione occorrente. Nel prossimo paragrafo ti offriamo quindi una guida passo-passo in modo che tu possa sapere in cosa consiste effettivamente la procedura, sveltire il tuo processo, ed evitare gli errori.

1. Crea il tuo account su Invitalia

La prima cosa da fare è registrarti all’Area Personale di Invitalia. Le credenziali che registri in questo momento sono quelle che ti daranno accesso ai portali e quindi ti serviranno sia per procedere alla domanda, sia successivamente per verificarne l’esito.

2. Scarica e compila Moduli

Presso il portale Resto al Sud, all’interno dell’Area Personale di Invitalia, sono disponibili – in primo luogo – tutti i moduli necessari alla compilazione della domanda. Uno degli step preliminari consiste quindi nello scaricare i moduli e compilarli.

Tra i moduli e la documentazione necessaria, uno dei più importanti sarà il Business Plan. Viene fornito un modulo da seguire per la redazione anche di questo documento e deve consistere in una descrizione dettagliata dell’investimento che vuoi realizzare (e per il quale stai chiedendo l’agevolazione) comprensivo di un elenco dettagliato delle spese che vuoi effettuare.

3. Procurati PEC e Firma Digitale

Indirizzo PEC e Firma Digitale ti serviranno per procedere alla compilazione della domanda. Ti conviene, quindi, procurarteli con un po’ di anticipo visto che le procedure di verifica possono richiedere qualche giorno.

4. Procedi alla compilazione

A questo punto hai tutto ciò che ti occorre per procedere alla compilazione della domanda online. Ti ricordiamo che la procedura online, attraverso il portale di Invitalia, è l’unica modalità prevista per la presentazione della domanda per l’incentivo Resto al Sud.

5. Segui gli aggiornamenti

Invitalia rimane la piattaforma dove seguire il processo di verifica e verificare l’esito della tua domanda (ti verrà comunque data comunicazione anche via PEC).

Ottenere l’agevolazione

Arrivato fino a qui, hai compreso i vantaggi del finanziamento concesso da Resto al Sud e hai compreso come fare per richiedere l’agevolazione. Tuttavia, ottenere i finanziamenti agevolati di resto al Sud può rivelarsi complesso. Su 10.000 progetti presentati solo 440 sono stati approvati e finanziati. Significa che molto meno della metà dei progetti d’impresa presentati non hanno superato l’iter di selezione.

Secondo il Post, solo il 38% delle imprese italiane ottiene i contributi che desidera. Ciò accade principalmente per questi 3 motivi:

  1. le imprese conoscono poco i requisiti di accesso alle agevolazioni
  2. Spesso, le aziende compilano le domande per accedere alle agevolazioni in modo errato
  3. Infine, non sanno rendicontare il contributo.

Come evitare di commettere questi errori? Una soluzione possibile è affidarsi ad una società esperta in finanza agevolata come noi di CorporateCredit, in grado di affiancarti in ogni fase della richiesta dell’agevolazione: dalla compilazione della domanda all’erogazione del contributo.

La nostra azienda ha già aiutato più di 300 imprese ad ottenere le agevolazioni di cui avevano necessità e nei tempi stabiliti. Se anche tu vuoi ricevere una prima consulenza gratuita e non vincolante, compila il modulo per prenotarla subito.

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