2,7 Milioni di aziende a rischio – come uscire dalla crisi di liquidità

2,7 milioni di aziende a rischio fallimento
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2,7 Milioni di aziende a rischio – come uscire dalla crisi di liquidità

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La pandemia da Covid-19 ha avuto un impatto terribile sull’economia globale.

Da questo scenario, l’Italia è uno dei Paesi più colpiti dall’emergenza, con ricadute pesantissime sulle piccole e medie imprese.

Come riportato da TGCom24, a fine giugno 2021 oltre 2,7 milioni di italiani rischiano il fallimento (link)

Ad oggi le proroghe sulla sospensione delle rate congelate dal decreto “Cura Italia” nel marzo 2020, raggiungeranno la scadenza già il prossimo giugno.

Ci auguriamo che venga fatto qualcosa a livello europeo per poter allungare ancora queste agevolazioni o quanto meno che si possa gradualmente tornare alla normalità dei pagamenti e non immediatamente così come oggi si prospetta.

Se così non sarà il rischio fallimento sarà reale.

Infatti alla scadenza della sospensione delle moratorie, il problema principale sarà causato dalla mancanza di liquidità necessaria a coprire i debiti arretrati. 

E non solo.

La situazione delle imprese si aggrava sempre di più considerando che molte aziende ancora non possono operare, ed i clienti stanno ritardando i pagamenti e i fornitori incalzano. Un circolo vizioso che rischia di causare conseguenze irreparabili al tessuto economico italiano.

Una situazione ogni giorno sempre più complessa, che mette a repentaglio il futuro e la stabilità dell’azienda stessa. 

Purtroppo senza la liquidità necessaria, l’ombra dell’insolvenza è dietro l’angolo e può innescare un effetto domino devastante. 

Allora cosa può fare l’imprenditore? 

Rivolgersi alle Banche ed agli istituti autorizzati alla concessione di credito, ovviamente.

Ma le banche fanno sempre più difficoltà ad erogare liquidità alle piccole e medie imprese a causa delle svariate regole BCE imposte anche ai nostri istituti bancari a partire dalla tanto conosciuta Basilea 3 e 4. 

I nuovi principi bilancio e di gestione delle posizioni in essere IFRS9, alla nuova classificazione di default che con soli 100€ di sconfino si rischia di essere dichiarata azienda default e all’entrata in vigore delle nuove direttive EBA in arrivo anch’esse per il prossimo Giugno.

Una marea di regole ed adempimenti per gli istituti che vanno ad ingessare la loro attività. Prima bastava conoscere il direttore, essere un’azienda abbastanza sana e i soldi ti venivano erogati.

Adesso invece, un muro di burocrazia, blocca la normalità delle attività delle banche e di conseguenza l’erogazione.

Chi è preparato con procedure attente a tutte le normative ha sicuramente un vantaggio competitivo rispetto a chi non ha ancora capito che il mondo creditizio è cambiato ed è ancora lì che aspetta un appuntamento dal proprio direttore di filiale.

E poi c’è sempre il rischio di veder scartata la propria richiesta di credito anche se tutto è stato adempiuto in maniera corretta. 

Perché una pratica può venire rifiutata?

I motivi dello scarto possono essere molteplici.

L’azienda può avere:

  • un cattivo credit score;
  • dei parametri andamentali insufficienti;
  • segnalazioni negative in Criff o in Centrale Rischi;
  • non rientrare nelle politiche commerciali della banche (ci sono banche che prediligono i privati ad esempio);
  • il prodotto scelto potrebbe non essere nelle linee di prodotto dell’istituto (per esempio se cerchi un factoring in una banca tradizionale non lo troverai mai);
  • la cifra richiesta era maggiore della bancabilità dell’impresa;

e molte altre problematiche, che possono portare la pratica ad essere scartata anche se l’azienda avrebbe i requisiti per ottenere il credito.

Il rischio di presentare una domanda di accesso al credito inadeguata è molto alto. 

Ogni imprenditore dovrebbe fare un’autovalutazione seria e richiedere la liquidità necessaria a superare questa crisi.  

Non si può perdere tempo.  

E’ necessario ottenere risposte urgenti, quasi immediate.

Perché serve un mediatore creditizio ?

L’imminente richiesta di liquidità, le Banche incastrate nella burocrazia che faticano a dare gli appuntamenti…. Il mondo del credito è diventato veramente complesso anche solo rispetto a 5 anni fa.

Per la PMI italiana, che non ha a disposizione le risorse delle multinazionali, come reparti di contabili e fiscalisti interni atti solo a gestire il rapporto con gli istituti,  fa veramente fatica a destreggiarsi.

Ecco perchè tanti imprenditori italiani oggi si rivolgono a mediatori del credito che li agevolino ad arrivare ad erogazione nella pratica in tempi rapidi e a condizioni vantaggiose.

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CorporateCredit è un mediatore del credito, certificato OAM, che si occupa esclusivamente di accesso al credito per PMI.

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